
di MarcoManiac83
E’ uno dei miei momenti preferiti, un angle veramente di grande impatto e ironia per la WWE…penso che vi ricordiate tutti, date uno sguardo.
Wrestler di SD! ha problemi con la marjuana
Giovedì 20 novembre 2008
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Mercoledì 19 novembre 2008
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Domenica 17 Novembre 2008
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Non ci sono più le Survivor Series di una volta
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Turning Point: Kevin Nash, the big sedia
A cura di Reyad
A cura di Corey
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di Corey / 20 agosto 08
Qualche giorno fa è tornato a farsi sentire il mitico Tito Santana con una intervista ad un giornale americano.
Le sue parole si sono dirette verso la carriera di Shawn Micheals e l’attuale situazione del wrestling. Seppur interessanti entrambi, la seconda ha una valenza nettamente maggiore.
Tito Santana dice chiaramente di avere nostalgia dei suoi tempi vedendo gli attuali show della WWE. Vede solo wrestler tutti uguali che non esprimono alcuna storia nè nelle storyline nè nel proprio personaggio. Una volta, con l’era gimmick e la prima era Attittude, c’erano state molte storie da sviluppare e gli attori in gara erano tutti differenti tra loro.
E purtroppo devo dare ragione a Tito. Dico purtroppo poichè la situazione è proprio questa.
Cosa differenzia Batista da Cena o da Triple H? Niente.
Non hanno una gimmick da sviluppare e ciò rende i loro personaggi tutti uguali. Ad ora, gli unici che si possono distinguere sono Great Khalì (gigante indiano) e Santino Marella (latin lover italiano) che come tali si muovono. Ma gli altri camminano assomigliandosi tutti o perdendo la loro connotazione.
Undertaker con quel cambio operato qualche anno fa, è più un essere umano che un becchino dalle forze soprannaturali; Umaga era il selvaggio imbattibile, ora che è stato battuto da chiunque non ha più senso; John Cena era il rapper dalla grande bravura, ora non è rimasto nulla di ciò; Chris Jericho era l’Ayatollah of Rock’n’Rolla, ed ora uno dei tanti; JBL era il riccone texano, ora di quel personaggio gli è rimasto solo la limousine; Ted di Biase jr. poteva ricalcare le orme del padre ed invece abbiamo un sosia del primo Randy Orton.
Non si distinguono gli uni dagli altri e solo la differenza di stazza può farla da padrone.
Inoltre, oltre all’identità, si è perso anche il gusto del ruolo. Tito Santana è stato il primo a portare in sè i colori del Messico e sapeva benissimo che il suo ruolo era quello di mid-carder della federazione. Ha vinto tanto e ha creato uno dei tag team più forti della storia con Greg Valentine, il Dream Team.
Poi c’erano i jobber Brooklyn Brawler e Brian Christopher, i midcarder Marc Mero e Rick Rude, gli uppercarder Ted Di Biase e Jake “The Snake” Roberts, più tutti i campioni e main eventer che si sono succeduti. E tutti con una loro valenza in quanto a personaggio.
Invece ora tutti vogliono arrivare in alto, pur non avendone le capacità. Ed ecco perchè apprezzo uno come John Carelli aka Santino Marella, che in due anni si è formato uno spazio cospicuo da midcarder e grazie a ciò potrà ben figurare negli anni a venire senza rischiare il posto di lavoro.
Ecco perchè spero che la WWE faccia un passo avanti nel saper raccontare delle storie e nel creare dei personaggi, magari riportando in auge i cari, vecchi manager. Anche quelli erano una parte importante negli show.
Alla prossima, ciao!